Pollicino
Fiaba3-5 anni

Pollicino

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Libro illustrato
Pollicino
Punti chiave della storia
  1. 1

    Pollicino è piccolo ma molto intelligente e coraggioso con la sua famiglia.

  2. 2

    Il bambino usa i sassolini per trovare la strada di casa nel bosco.

  3. 3

    Non arrendersi mai davanti alle difficoltà, anche quando il piano sembra fallire.

  4. 4

    Pollicino usa l'astuzia per sconfiggere il terribile Orco e salvare i suoi fratelli.

  5. 5

    La vera grandezza non dipende dalla statura, ma dal coraggio e dal cuore.

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C'era una volta, in un angolo remoto del mondo dove gli alberi frusciavano come se stessero bisbigliando antichi segreti al vento autunnale, un povero boscaiolo che viveva con la sua cara sposa e i loro sette figli in una capanna di legno scricchiolante. Le pareti della casa erano fatte di tronchi rugosi che emanavano un profumo di resina e legna vecchia, mentre il tetto, coperto di muschio umido e soffice, lasciava spesso filtrare una goccia di pioggia gelata che cadeva ritmicamente dentro una ciotola di coccio. I sette fratelli erano vivaci e pieni di vita, con i capelli spettinati e le guance arrossate dal freddo, ma la fame era una compagna silenziosa e costante che sedeva a tavola con loro ogni sera, trasformando ogni pasto in un rito di infinita tristezza. Il più piccolo, chiamato Pollicino, non superava in altezza il pollice di un adulto; aveva occhi vivaci che brillavano come gocce di rugiada sotto il sole, capaci di scorgere soluzioni dove chiunque altro avrebbe visto solo baratri oscuri. Una sera di fine autunno, mentre le foglie secche danzavano contro i vetri opachi della capanna come folletti dispettosi, il boscaiolo e la sposa sedevano accanto al focolare, le cui fiamme arancioni illuminavano i loro volti segnati dalla fatica e dai solchi profondi della preoccupazione. Il fuoco crepitava piano, quasi volesse consolare la coppia, ma la legna scarseggiava. Non abbiamo più nulla da mettere in tavola, sussurrò la madre con la voce rotta dal pianto, asciugandosi una lacrima con il grembiule grezzo. Il padre sospirò pesantemente, guardando le sue mani grandi e callose, e pronunciò la terribile decisione: avrebbero dovuto portare i bambini nel bosco più fitto e lasciarli lì, poiché non c'era più modo di sfamarli tutti. Pollicino, che dormiva in un giaciglio vicino alla stufa e non chiudeva mai davvero gli occhi, ascoltò ogni sillaba attraverso la fessura della porta di legno. Il suo cuoricino batté forte per un istante come un tamburo di guerra, ma la sua mente, rapida e lucida, iniziò subito a tessere un piano. Al primo chiarore dell’alba, quando il cielo si tingeva di un rosa pallido e la rugiada splendeva come diamanti minuscoli sull’erba alta, Pollicino sgattaiolò fuori. Corse al torrente vicino, dove l'acqua cantava tra i sassi, e riempì le sue tasche di minuscoli sassolini bianchi, tondi e lisci come perle di fiume. Quando il padre guidò i figli nel profondo della foresta, dove gli alberi si facevano così fitti e maestosi da oscurare quasi del tutto il sole, Pollicino camminava in fondo alla fila, silenzioso e attento. Ad ogni passo, lasciava cadere un sassolino, tracciando una scia luminosa sul tappeto di aghi di pino. Quando calò la notte e il bosco divenne un regno di ombre lunghe e misteriose, la luna piena illuminò il sentiero di perle, guidando i fratelli sani e salvi a casa, tra le braccia sollevate dei genitori che piangevano di sollievo. Ma la sventura, come un vento dispettoso che scuote le cime dei rami, tornò a soffiare. La volta successiva, la porta era chiusa a doppia mandata e Pollicino non poté uscire a prendere i sassi; dovette accontentarsi delle briciole del suo misero pezzo di pane. Ahimè, gli uccellini del bosco, affamati dal gelo che cominciava a mordere, scesero dai rami come nuvole piumate e banchettarono allegramente con ogni singola mollica, non lasciando traccia alcuna. Quando i fratelli si voltarono, il sentiero era svanito e il bosco appariva ostile, con i rami contorti che sembravano mani nere tese verso il cielo. Vagando tra funghi colorati che emanavano un profumo di terra umida e muschio, scorsero in lontananza una casa di pietra scura, massiccia e solitaria, con il fumo denso che danzava pigramente dal camino. Bussarono con le manine tremanti. La moglie dell'Orco aprì la porta pesante, che cigolò come un lamento; guardando i piccoli con pietà, sussurrò: Scappate via, piccoli miei, il mio sposo ha un appetito vorace e non conosce compassione!. Ma era troppo tardi: la terra tremò sotto un passo pesante. L'Orco, una creatura titanica con la barba irta di spine e un odore acre di caverna chiusa e carne cruda, entrò nella stanza. Sento odore di carne umana fresca!, tuonò con una voce che fece tintinnare le pentole di rame appese al soffitto. Pollicino, nascondendo il tremore dietro una maschera di calma assoluta, studiò ogni angolo della stanza con occhio critico. Durante la notte, mentre l'Orco russava come un tuono che scuoteva le travi del soffitto, il bambino si alzò in punta di piedi, muovendosi come un soffio di vento. Raggiunse il letto dove dormivano le sette figlie dell'Orco e, con gesti fulminei e silenziosi, scambiò i berretti di lana dei fratelli con le coroncine d'oro che brillavano sul capo delle giganti. Quando l'Orco si svegliò nel buio, frustrato e affamato, il suo errore fu compiuto: scambiò le sue figlie per gli intrusi e la tragedia colpì la sua stessa casa. Pollicino guidò i fratelli verso l'uscita, correndo veloci nel bosco notturno, non prima di aver sfilato con delicatezza gli stivali delle sette leghe dai piedi del mostro dormiente. Indossatili, il bambino sentì il mondo intero restringersi sotto i suoi passi magici, diventando vasto e dominabile. Raggiunse la corte del Re in un battito di ciglia, quasi volando sopra le valli. Grazie alla sua prodigiosa velocità e alla saggezza con cui risolse i problemi del sovrano, divenne il messaggero più amato della corona, tornando dai genitori con carichi d'oro luccicante, tessuti di seta e provviste infinite che avrebbero sfamato il villaggio intero. La vecchia capanna di legno si trasformò in una casa calda, accogliente e profumata, dove l'aroma del pane fresco appena sfornato riempiva ogni stanza. Pollicino divenne l'orgoglio del villaggio, la prova vivente che non è la statura a definire la grandezza di un eroe, ma la luce della mente e la forza inesauribile di chi, anche se minuscolo come un pollice, non smette mai di credere nel valore dei propri sogni e nel calore della propria famiglia.

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Quiz della storia

Mettiti alla prova e scopri cosa hai imparato!

1. Perché Pollicino ha raccolto dei sassolini bianchi prima di andare nel bosco?

2. Cosa è successo la seconda volta che Pollicino ha provato a segnare la strada?

3. Come è riuscito Pollicino a salvare se stesso e i suoi fratelli dall'Orco?

4. Qual è il grande insegnamento che ci lascia la storia di Pollicino?