La Pecora e il Lupo
Animali3-5 anni

La Pecora e il Lupo

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Libro illustrato
La Pecora e il Lupo
Punti chiave della storia
  1. 1

    La piccola Lulù affronta il lupo prepotente con coraggio e parole gentili.

  2. 2

    Il lupo inventa bugie per giustificare la sua cattiveria verso la pecora.

  3. 3

    Le parole gentili non bastano per fermare chi è deciso a fare del male.

  4. 4

    Il coraggioso cane pastore interviene prontamente per proteggere Lulù dal pericolo.

  5. 5

    Restare uniti alle persone che ci vogliono bene ci rende sempre più sicuri.

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C'era una volta, in una valle incantata dove l'erba sembrava fatta di velluto color smeraldo, una piccola pecora dal vello bianco come una nuvoletta estiva. Si chiamava Lulù e trascorreva le sue giornate a brucare con calma, ascoltando il dolce fruscio del vento tra i rami dei salici e il ronzio pigro delle api che danzavano tra i fiori di campo, gialli, blu e violetti. L'aria profumava di trifoglio fresco e rugiada mattutina, e tutto intorno a lei spirava una pace profonda. All'improvviso, però, un’ombra scura si allungò sull'erba, spegnendo la luce dorata del pomeriggio. Lulù sollevò il muso e vide, proprio dietro un cespuglio di more selvatiche, un lupo dal pelo grigio come il cielo prima di un temporale e dagli occhi gialli, taglienti come schegge di vetro. Il lupo uscì allo scoperto, le zampe che calpestavano i fiori con prepotenza, e con una voce roca che sembrava il gracidare di un corvo disse: «Sei mia, piccola pecora, e ora ti mangerò in un sol boccone!». Il cuore di Lulù ebbe un sussulto, ma lei, respirando profondamente per cercare il suo coraggio, rispose con voce sottile ma ferma: «Ma signor Lupo, perché mai vuole farmi del male? Io sono solo una pecora tranquilla, non ho fatto nulla di male a nessuno». Il lupo, con un ghigno che metteva i brividi, fece qualche passo avanti, le unghie che scavavano solchi nella terra umida: «Ah, credi di essere innocente? Ti sbagli di grosso! Ti ricordi quando, l'anno scorso, sei venuta a mangiare l'erba nel mio prato preferito, proprio vicino al ruscello? Era mia, solo mia!». Lulù lo guardò, confusa e un po' sorpresa: «Ma signor Lupo, si sbaglia di certo. Io sono nata solo qualche mese fa, l'anno scorso non ero ancora nemmeno venuta al mondo!». Il lupo si fermò per un istante, le orecchie che tremavano per la rabbia, poi scosse il muso con disprezzo: «Allora dev'essere stato un tuo parente! Ma se non eri tu, allora sei stata tu a parlare male di me alle altre pecore, dicendo che sono brutto e cattivo!». Lulù scosse la testolina con dolcezza, cercando di restare calma nonostante il batticuore: «Ma come potrei parlare male di lei, se non l'ho mai incontrato prima d'ora? Non conosco nemmeno il suo nome». Il lupo, sentendosi messo all'angolo dalle verità della piccola pecora, digrignò i denti, facendo uscire un ringhio cupo che fece tremare le foglie degli alberi vicini: «Non importa! Basta scuse! Hai parlato, hai mangiato, hai disturbato: ti mangio lo stesso perché così ho deciso!». Proprio mentre il lupo si preparava a balzare, con i muscoli tesi e gli occhi fissi sulla preda, un suono possente e rassicurante squarciò il silenzio del prato. Era un latrato profondo, coraggioso, che faceva tremare la terra: il cane pastore, un grande cagnone dal pelo folto e lo sguardo fiero, stava correndo verso di loro a perdifiato. Con un balzo rapido e deciso, il cane si pose tra il lupo e la pecora, mostrando i denti e abbaiando con tale vigore che il lupo, colto di sorpresa e spaventato da quella forza improvvisa, scappò via a coda bassa, scomparendo tra le ombre fitte della foresta. Lulù, col fiato sospeso, si avvicinò al suo protettore. In quel momento, capì con chiarezza che il lupo non cercava giustizia, né voleva davvero discutere; cercava soltanto un pretesto per sfogare la sua cattiveria, e che con chi ha il cuore avvelenato dalla prepotenza, le parole gentili non hanno alcun peso. Quella favola antica insegna che i prepotenti inventano sempre bugie per ferire, e che è inutile cercare di convincere chi non vuole ascoltare. Ma insegna anche che, in ogni prato, esiste qualcuno come il cane pastore, pronto a difendere i più deboli. Da quel giorno, Lulù restò sempre vicino al suo amico cane, comprendendo che la vera sicurezza non si trova nel nascondersi, ma nel restare uniti a chi ci vuole bene e ci protegge quando il lupo, con le sue menzogne, prova a tornare.

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Quiz della storia

Mettiti alla prova e scopri cosa hai imparato!

1. Perché il lupo voleva mangiare Lulù?

2. Come ha reagito Lulù quando il lupo l'ha minacciata?

3. Cosa ha fatto il cane pastore per aiutare Lulù?

4. Qual è il principale insegnamento di questa storia?