Il Principe Felice
Fiaba6-8 anni

Il Principe Felice

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Libro illustrato
Il Principe Felice
Punti chiave della storia
  1. 1

    Il Principe Felice scopre la povertà e decide di aiutare chi sta soffrendo.

  2. 2

    La piccola rondine diventa il messaggero di bontà del generoso Principe.

  3. 3

    Il Principe dona tutti i suoi tesori preziosi per portare gioia ai poveri.

  4. 4

    Anche senza più oro, il cuore del Principe rimane puro e pieno di amore.

  5. 5

    L'amore e la generosità sono i tesori più preziosi che durano per sempre.

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C'era una volta, nel cuore pulsante di una città brulicante di vita, una magnifica statua che si ergeva alta sopra le case di mattoni rossi. Era la statua del Principe Felice, un monumento che splendeva di una luce calda e dorata sotto i raggi del sole mattutino. Il suo corpo era rivestito di sottili lamine d'oro finissimo, ai piedi portava eleganti stivali, e nell'elsa della sua spada incastonata a una cintura maestosa brillava un rubino rosso come il fuoco. Ma la cosa più sorprendente erano i suoi occhi: due zaffiri puri, limpidi e profondi come il cielo estivo dopo un temporale, che parevano scrutare ogni angolo del regno. Da vivo, il Principe aveva vissuto nel palazzo di Sans-Souci, dove il dolore non era ammesso, e le sue giornate scorrevano tra feste e danze in giardini fioriti. Ora, dalla sua alta colonna, vedeva finalmente tutto: il fumo scuro che usciva dai camini delle catapecchie, la sporcizia delle strade lastricate e il pianto silenzioso di chi non aveva pane. Una sera, una piccola rondine, dalle piume color dell'ardesia e il petto candido, arrivò in città stanca e sola. Le sue compagne erano già volate verso il caldo Egitto, ma lei si era attardata per amore di una canna ballerina incontrata lungo un fiume. Esausta, cercò un riparo e si posò proprio tra i piedi del Principe. 'Che posto perfetto per dormire!' pensò, chiudendo gli occhi. Ma proprio quando stava per addormentarsi, una goccia d'acqua gelida le cadde sul capo. Poi un'altra. Guardò in alto, sorpresa: non c'erano nuvole. Il cielo era colmo di stelle. Alzò lo sguardo sul volto del Principe e vide che i suoi splendidi occhi erano colmi di lacrime che scivolavano lungo le guance d'oro. 'Chi sei?' chiese la rondine, incuriosita e un po' spaventata. 'Sono il Principe Felice,' rispose la statua con una voce profonda come un eco. 'Quando ero vivo non conoscevo lacrime, ma ora che sono qui, vedo tutto il dolore di questo popolo. Rondine, ti prego, sii il mio messaggero.' La rondine, che aveva un cuore d'oro, acconsentì. Il Principe le chiese di estrarre il rubino dalla sua spada e portarlo a una sarta povera, che lavorava fino a notte fonda in una stanza fredda, mentre il suo bambino, malato nel lettino, chiedeva arance che lei non poteva comprare. La rondine volò rapida sulla città, sentendo il battito frenetico delle sue ali contro l'aria frizzante, e lasciò cadere la gemma preziosa sul tavolo della donna. Il mattino dopo, il Principe, ora con un solo occhio, chiese alla rondine di donare lo zaffiro a un giovane scrittore che, infreddolito nel suo abbaino, cercava di terminare una commedia senza riuscire a concentrarsi per la fame. La rondine, commossa dalla sofferenza altrui, fece anche questo. Infine, quando non ebbe più zaffiri, il Principe chiese di donare le foglie d'oro che rivestivano il suo corpo ai bambini che vagavano per le strade cercando croste di pane. La città si riempì di una gioia inaspettata. La rondine, ormai legata al Principe da un affetto profondo, decise di non partire più. L'inverno arrivò con il suo respiro gelato, la neve coprì i tetti come una coperta soffice e la rondine, indebolita dal freddo, si accasciò ai piedi della statua. Con un ultimo sforzo, cinguettò: 'Addio, mio dolce Principe!'. Il Principe, ormai ridotto a un simulacro grigio e opaco, sentì qualcosa dentro di sé rompersi con un rumore secco: era il suo cuore di piombo. Il giorno dopo, il sindaco, passando di lì, vide quella statua brutta e rovinata e ordinò: 'Via questo ferro arrugginito, non serve più a nulla!'. Fuori, in una fornace ardente, il metallo si sciolse in un soffio, ma il cuore di piombo rimase intatto, rigido e cupo. Fu gettato tra i rifiuti, vicino alla piccola rondine morta. Ma lassù, in un cielo dove non esiste inverno, Dio scese a raccogliere i due tesori. 'Hai scelto bene,' disse agli angeli. 'Questa rondine è volata per amore, e questo cuore ha donato tutto ciò che aveva. Sono la cosa più preziosa che la città abbia mai conosciuto.' E così, tra i canti degli angeli, la rondine tornò a cantare e il Principe ebbe finalmente la pace, dimostrando a tutti che, anche quando l'oro svanisce, l'amore resta per sempre come la luce più pura del mondo.

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Quiz della storia

Mettiti alla prova e scopri cosa hai imparato!

1. Perché il Principe Felice piangeva quando la rondine è arrivata ai suoi piedi?

2. Cosa ha chiesto il Principe alla rondine di fare con i suoi gioielli e l'oro?

3. Alla fine della storia, perché il cuore di piombo del Principe è considerato il 'tesoro più prezioso'?

4. Qual è il messaggio principale che questa storia vuole insegnarci?