La Bambola di Pezza
Fiaba6-8 anni

La Bambola di Pezza

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Libro illustrato
La Bambola di Pezza
Punti chiave della storia
  1. 1

    Mimì è la bambola preferita perché è un'amica fedele che accompagna sempre la bambina.

  2. 2

    Durante la malattia della bambina, Mimì è rimasta al suo fianco per darle conforto.

  3. 3

    L'amore rende speciali gli oggetti, anche quando diventano vecchi, rovinati o un po' stropicciati.

  4. 4

    Cura e attenzioni possono aggiustare le cose rotte e farle tornare come nuove.

  5. 5

    La vera bellezza non è la perfezione, ma l'amore sincero che dura nel tempo.

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C'era una volta, in una cameretta che profumava sempre di biscotti alla cannella e disegni a pastello, una bambola di pezza di nome Mimì. Aveva due grandi occhi fatti di bottoni di madreperla, lucenti come conchiglie, e un sorriso cucito con un filo di lana rossa che le dava un’aria perennemente allegra. La stanza in cui viveva era un regno incantato di giochi: c'era una bambola di porcellana, chiamata Beatrice, che indossava un vestito di pizzo rigido e aveva guance dipinte di un rosa troppo perfetto, e c'era un orsacchiotto di peluche bruno, soffice come una nuvola, che dormiva sempre in un angolo. Beatrice era elegantissima, con i suoi riccioli d'oro sempre in ordine, mentre l'orsacchiotto era così morbido che sembrava fatto di velluto. Mimì, invece, era un po' stropicciata: il suo vestitino a quadretti si era sbiadito a forza di stare al sole e le sue braccia di stoffa erano ormai molli, ma era lei la preferita della piccola padrona di casa, una bimba dagli occhi curiosi e le risate cristalline. La bambina la portava ovunque, trascinandola per mano nei suoi viaggi immaginari, facendola volare sopra le colline di cuscini e sussurrandole segreti preziosi tra i capelli. Un giorno, però, il sole sembrò nascondersi dietro nuvole grigie e pesanti. La bambina si ammalò: la sua fronte bruciava sotto la mano della mamma e il suo corpicino tremava tra le lenzuola fresche. Non c'erano più corse o giochi, solo il silenzio rotto dal respiro affannato della piccola. Mimì rimase lì, immobile e fedele, posata sul bordo del letto, con i suoi occhi di bottone fissi sul viso della bimba. Durante la notte, la stanza era immersa in un'ombra rassicurante, e Mimì sembrava vegliare silenziosa, assorbendo le lacrime di paura che ogni tanto scivolavano sul cuscino. Quando finalmente il mattino portò un raggio di luce dorata, la febbre era svanita. La bambina aprì gli occhi, vide la sua compagna di pezza e le tese le braccia con un filo di voce. «Grazie, amica mia,» mormorò, stringendola forte al petto. Ma Mimì non era più quella di un tempo: era coperta di polvere, un po' consumata dai lavaggi e con qualche filo scucito qua e là. La mamma, entrando nella stanza, scosse la testa tristemente: «Oh cara, guarda che aspetto ha questa bambola. È vecchia e rovinata, è tempo di lasciarla andare. Buttiamola via.» La bambina scoppiò in un pianto disperato, stringendo Mimì come fosse il suo bene più prezioso: «No, ti prego! Non è vecchia, è la mia amica del cuore!» La mamma, vedendo la sincerità in quegli occhi lucidi, sorrise con dolcezza. Prese la bambola, la immerse in acqua profumata di lavanda, rattoppò con cura i buchi sul braccino con un filo resistente e la lasciò asciugare al sole. Mimì tornò sul letto, più pulita e forte di prima. Gli anni scorrevano via come acqua in un ruscello: la bambina divenne una ragazza e poi una donna, e le bambole finirono in una scatola dei ricordi, tranne Mimì. Lei restò sempre lì, fedele compagna sul comodino, testimone di ogni crescita. Quando la donna tornava a casa dai suoi viaggi, guardava quella bambola e le accarezzava la stoffa ormai consumata dal tempo, sorridendo con una malinconia felice. «Sei sempre stata con me,» diceva sottovoce, «fin da quando ero piccola, sola e malata.» In quel momento, la bellezza non contava nulla. Beatrice, la bambola di porcellana, era rimasta bellissima ma gelida e dimenticata in un angolo buio, perché la vera bellezza non risiede nella perfezione esteriore, ma nell'amore silenzioso di chi resta. Mimì, con il suo sorriso cucito, era la più bella di tutte, perché possedeva il tesoro più grande: un cuore di stoffa capace di attendere e di donare conforto, sempre, anche quando il resto del mondo corre altrove.

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Quiz della storia

Mettiti alla prova e scopri cosa hai imparato!

1. Perché la bambina voleva tenere Mimì anche se era un po' consumata?

2. Che cosa ha fatto la mamma quando ha capito quanto Mimì fosse importante per la figlia?

3. Perché la bambola di porcellana Beatrice è stata dimenticata?

4. Qual è il messaggio principale della storia?