La Divina Commedia: Il Purgatorio
Avventura9-12 anni

La Divina Commedia: Il Purgatorio

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La Divina Commedia: Il Purgatorio
Punti chiave della storia
  1. 1

    Il Purgatorio è una scuola speciale dove si impara a diventare persone migliori.

  2. 2

    Ogni vizio che superiamo ci aiuta a crescere e salire verso il cielo.

  3. 3

    La vera forza si trova nella pazienza, nell'umiltà e nell'agire con amore.

  4. 4

    Tutti possiamo cambiare e migliorare, basta volerlo con tutto il nostro cuore.

  5. 5

    La salita verso la virtù è faticosa, ma ci porta a una grande felicità.

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Dante e Virgilio uscirono dall'Inferno e videro le stelle. Era l'alba di Pasqua. Davanti a loro, il mare e, in lontananza, una montagna altissima: il monte del Purgatorio. «Lì» disse Virgilio, «le anime si purificano, prima di salire in cielo.» **La spiaggia** Arrivarono alla spiaggia. Un vecchio, Catone, custodiva il monte. «Siete qui per purificarvi?» chiese. «Sì» disse Virgilio. Catone li lasciò passare. Dante vide le anime che arrivavano dal mare, su una barca luminosa, guidata da un angelo. Cantavano, felici, perché avevano scelto di cambiare. **La prima cornice: i superbi** La montagna aveva terrazzi, uno per ogni vizio. Nel primo, i superbi. Camminavano curvi, portando pesi sulle spalle. «Il peso» disse Virgilio, «è la superbia che portavano in vita. Ora, curvi, imparano l'umiltà.» Dante vide un amico, e capì che la superbia è il vizio di chi si crede più degli altri. Ma qui, curvi, tutti sono uguali. **La seconda cornice: gli invidiosi** Nel secondo terrazzo, gli invidiosi. Avevano gli occhi cuciti con fili di ferro. «L'invidia» disse Virgilio, «è il vizio di chi guarda gli altri con rabbia. Ora, senza occhi, imparano a non guardare il male altrui, ma a sentire il bene.» Dante capì che l'invidia acceca: chi invidia, non vede la propria bellezza. **La terza cornice: gli iracondi** Nel terzo terrazzo, gli iracondi. Erano immersi in un fumo denso. «La rabbia» disse Virgilio, «è come il fumo: acceca, soffoca. Qui, nel fumo, imparano a respirare la calma.» Dante, che anche lui a volte si arrabbiava, capì che la calma è la vera forza. **La quarta cornice: gli accidiosi** Nel quarto terrazzo, gli accidiosi, quelli che non avevano fatto nulla nella vita. Correvano, gridando esempi di zelo. «Chi non fa nulla» disse Virgilio, «ora corre, perché impari che l'azione è la vita.» Dante capì che la pigrizia è il rifiuto della vita: chi non agisce, non vive. **La quinta cornice: gli avari** Nel quinto terrazzo, gli avari e i prodighi. Erano sdraiati a terra, piangendo. «Chi ha amato troppo il denaro» disse Virgilio, «ora piange, perché il denaro non dà felicità.» Dante vide papi e re, sdraiati come i poveri. «Vedi? Qui, tutti sono uguali. Il denaro non conta, conta il cuore.» **La sesta cornice: i gola** Nel sesto terrazzo, i golosi. Alberi pieni di frutti, ma irraggiungibili. «Chi ha mangiato troppo» disse Virgilio, «ora ha fame, perché impari che il cibo non è tutto.» Dante vide un amico, Forese, che era stato goloso. «Come sei dimagrito!» disse. «Il digiuno» disse Forese, «mi ha liberato.» **La settima cornice: i lussuriosi** Nel settimo terrazzo, i lussuriosi. Camminavano in un muro di fiamma. «Chi ha amato il piacere troppo» disse Virgilio, «ora nel fuoco impara a purificare l'amore.» Dante capì che l'amore, quando è puro, non brucia, ma quando è egoista, purifica. **Il fuoco e il sonno** Prima di salire, Dante dovette attraversare il muro di fiamma. Ebbe paura, ma Virgilio disse: «Oltre il fuoco, c'è Beatrice.» Dante, per amore, attraversò le fiamme. Poi, si addormentò. Quando si svegliò, Virgilio era sparito. Davanti a lui, una donna bellissima: Beatrice. **Beatrice** Beatrice, l'amore di Dante, lo guidò ora, perché Virgilio, che era pagano, non poteva salire in Paradiso. «Dante» disse Beatrice, «sei arrivato al Purgatorio. Ora, sali con me.» Dante, commosso, la seguì. **Il giardino dell'Eden** In cima al monte, il giardino dell'Eden. Fiori, alberi, fiumi. Dante vide una processione mistica, con simboli della Bibbia e della Chiesa. Beatrice gli spiegò il significato. «Qui» disse, «l'anima è pura, pronta per il cielo.» **La salita** Beatrice guardò Dante e gli disse: «Hai visto il Purgatorio, dove le anime si purificano. Ora, sali con me in Paradiso, dove le anime sono felici.» Dante, con il cuore pieno, guardò il cielo. Il sole sorgeva. La salita era finita. Ora, il cielo. La favola insegnó che tutti possiamo migliorare. Il Purgatorio, con i suoi terrazzi, era il luogo della speranza: le anime non erano condannate, ma in cammino. Ognuno, con fatica, imparava a superare il proprio vizio. E la montagna, che saliva verso il cielo, era il simbolo della vita: si parte dal basso, dai vizi, e si sale, con fatica, verso la virtù. E chi cammina, anche se stanco, arriva. Perché il Purgatorio non è una prigione, ma una scuola: chi impara, sale; chi non impara, resta. E Dante, che aveva salito la montagna, aveva imparato che il cambiamento è possibile, sempre, se si vuole, perché la volontà, come la montagna, porta in alto, anche se la salita è dura, perché in cima, c'è sempre il cielo, e il cielo, per chi ha pazienza, è il premio di ogni fatica.

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Quiz della storia

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1. Che cos'è il Purgatorio secondo la storia?

2. Perché i superbi camminano curvi nel primo terrazzo?

3. Cosa ha spinto Dante ad attraversare il muro di fuoco?

4. Qual è l'insegnamento principale che Dante impara salendo la montagna?