C'era una volta, a Recanati, un ragazzo di nome Giacomo che era saggio ma malato. Non poteva correre, non poteva viaggiare, non poteva esplorare. Ma aveva una mente vastissima, più grande del mondo. Un giorno, Giacomo andò sulla collina dietro casa. Si sedette su un muretto, vicino a una siepe. Guardò il paesaggio: colline, alberi, case. Ma la siepe gli bloccava la vista. Non poteva vedere l'orizzonte. Ma Giacomo non si arrese. Guardò la siepe e, invece di vedere l'ostacolo, vide l'opportunità. «Se non posso vedere lontano» pensò, «posso immaginare l'infinito.» E chiuse gli occhi. Nella mente, vide l'orizzonte che non poteva vedere: il mare, le montagne, il cielo senza fine. E più pensava, più l'infinito cresceva, fino a superare ogni limite. «L'infinito» capì Giacomo, «non è fuori, ma dentro. Chi ha la mente, ha l'infinito. Anche se il corpo è fermo, la mente vola.» E in quel momento, sentì una pace profonda, come se il tempo si fosse fermato. Non aveva più paura, non aveva più noia. Solo pace. Un altro giorno, Giacomo guardò il cielo stellato. «Quante stelle!» disse. «E quante ne vedo? Pochissime. Ma quante ce ne sono? Infinite.» Capì che l'universo è grande, e l'uomo è piccolo. Ma l'uomo, anche piccolo, può pensare all'infinito. E questo, pensare l'infinito, è la grandezza dell'uomo. Giacomo scrisse poesie. Parlò della luna, del vento, del silenzio. Parlò della noia, della tristezza, ma anche della speranza. «La vita» disse, «è come la siepe: ci blocca la vista. Ma chi sa guardare oltre, trova l'infinito.» Un giorno, vide un fiore solitario su una collina. «Tu» disse, «sei solo, come me. Ma sei bello, come me.» Il fiore, che non poteva rispondere, sembrava annuire. Giacomo capì che la solitudine, quando è accettata, non è tristezza, ma profondità. La favola insegnó che la mente può superare ogni limite. Leopardi, che era malato e fermo, aveva trovato l'infinito nella mente. E la siepe, che bloccava la vista, era il simbolo dei limiti della vita. Ma chi, come Giacomo, sa guardare oltre, trova l'infinito anche dietro una siepe. Perché l'infinito non è un luogo, ma un pensiero, e chi pensa, anche se fermo, viaggia più lontano di chi corre. E la pace, quella che Giacomo sentì sulla collina, è il premio di chi sa guardare oltre i limiti, perché la vera libertà non è del corpo, ma della mente, e la mente, quando è libera, è più grande del mondo, più grande del cielo, più grande di tutto, perché tutto sta nella mente, e la mente, quando pensa l'infinito, diventa infinita.

