C'era una volta, su un vulcano spento, un campo di ginestre. I fiori gialli brillavano sulla terra nera, come sole sulla cenere. Un giorno, un poeta di nome Giacomo andò a vederle. «Come siete belle!» disse. «Siete fiorite sulla terra del vulcano, dove nulla cresce. Siete forti, più della lava, più del fuoco.» Le ginestre, che non potevano rispondere, sembravano sorridere. Ma Giacomo era triste. «La gente» disse, «non capisce. Crede che la vita sia solo dolore. Ma voi, ginestre, mostrate che la vita è anche bellezza, anche sulla terra più nera.» Un vecchio passò. «Cosa guardi?» chiese. «Le ginestre» disse Giacomo. «Fioriscono sul vulcano. Sono il simbolo della speranza: anche nel deserto, la vita fiorisce.» Il vecchio sorrise. «Hai ragione. Ma la speranza, da sola, non basta. Bisogna coltivarla, come le ginestre coltivano la terra.» Giacomo capì. La ginestra, che fioriva sulla terra nera, era il simbolo dell'uomo: solo, fragile, ma forte. E la terra nera, il vulcano, era il simbolo della natura, che a volte distrugge, ma a volte nutre. «La vera speranza» disse Giacomo, «non è fuggire la terra nera, ma fiorirci sopra.» Un giorno, il vulcano si svegliò. La lava uscì, bruciando tutto. Ma le ginestre, con le radici profonde, resistettero. Quando la lava si fermò, le ginestre fiorirono di nuovo, più belle di prima. «Vedi?» disse Giacomo. «La vita, anche dopo la distruzione, rinascce.» Giacomo radunò la gente. «Guardate le ginestre» disse. «Non sono sole, ma insieme. Le radici si tengono sotto terra. Se una cade, le altre la sostengono. Così dovete essere: uniti, come le ginestre, forti insieme.» La gente capì. Smise di lamentarsi e iniziò a coltivare la terra, insieme. E il vulcano, che prima era temuto, divenne il simbolo della rinascita: dopo ogni eruzione, la terra era più fertile, e le ginestre più belle. La favola insegnó che la speranza, quando è coltivata insieme, vince ogni deserto. Leopardi, con la ginestra, aveva mostrato che la vita, anche sulla terra più nera, può fiorire. Ma non da sola: insieme, come le ginestre, con le radici unite. E chi si unisce, anche nel deserto, trova la forza. Perché la vera speranza non è sognare, ma agire, e chi agisce, anche sulla terra del vulcano, fa fiorire la vita, perché la ginestra, con il suo giallo brillante, è la prova che la bellezza, anche nella distruzione, esiste, se c'è chi la coltiva, con le radici profonde e i fiori alti, perché la vita, come la ginestra, non si arrende mai, ma fiorisce, sempre, anche sulla terra più nera, se c'è chi crede, se c'è chi coltiva, se c'è chi ama.

