I Sepolcri (Foscolo)
Avventura9-12 anni

I Sepolcri (Foscolo)

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Libro illustrato
I Sepolcri (Foscolo)
Punti chiave della storia
  1. 1

    I sepolcri servono ai vivi per conservare il ricordo prezioso di chi non c'è più.

  2. 2

    Le persone amate continuano a vivere dentro i nostri cuori e nei nostri ricordi.

  3. 3

    Chi compie buone azioni lascia un segno eterno che non ha bisogno di pietre.

  4. 4

    Dimenticare chi è passato significa perdere le nostre radici e la nostra storia.

  5. 5

    Amare e ricordare è la forza più grande che vince anche il buio della morte.

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C'era una volta, a Venezia, un poeta di nome Ugo che amava i morti. Non i morti vivi, ma i morti sepolti, i sepolcri. «Perché ami i sepolcri?» gli chiesero. «Perché i sepolcri non sono pietre, ma memorie. Chi è sepolto non è morto: vive nel ricordo.» Un giorno, Ugo andò al cimitero di Santa Maria dei Frecchi, a Venezia. Le tombe erano antiche, coperte di muschio. Ugo le guardò e sentì le voci: i poeti, i eroi, i santi che riposavano lì. «Voi non siete morti» disse. «Voi vivete, nei versi, nelle storie, nei cuori.» Ma il cimitero era abbandonato. Le tombe cadevano, i nomi si cancellavano. «Non si possono dimenticare i morti!» disse Ugo. «Chi dimentica i morti, dimentica se stesso. Perché i morti sono le radici: senza radici, l'albero cade.» Ugo scrisse un poema, 'I sepolcri', per ricordare. «Le tombe» disse, «non sono per i morti, ma per i vivi. I morti non hanno bisogno di pietre: hanno bisogno di memoria. E la memoria, quando è viva, tiene i morti vicini, anche quando sono lontani.» Un giorno, un giovane chiese a Ugo: «Ma i morti sentono? Sanno che li ricordiamo?» Ugo sorrise. «Non lo so. Ma io sento. E chi sente, ricorda. E chi ricorda, ama. E chi ama, non perde mai, nemmeno con la morte.» Ugo parlò anche della tomba di Parini, un poeta buono e giusto. «Parini» disse, «non ha bisogno di tomba. La sua giustizia, i suoi versi, sono la sua tomba: vivi, eterni. Chi è giusto, non muore: vive nel bene che ha fatto.» E parlò di chi non ha tomba: i grandi che riposano senza nome. «Ma anche senza tomba» disse, «i grandi vivono. Le loro opere sono la loro tomba: eterne, visibili, vive. Chi fa il bene, lascia un segno, e il segno, anche senza pietra, è più forte del marmo.» I sepolcri insegnarono che la memoria è la vera tomba. Foscolo, con il suo poema, aveva mostrato che i morti vivono nel ricordo, non nella pietra. E chi ricorda, non perde. Perché la morte, quando c'è la memoria, non è la fine, ma un passaggio: dal corpo al ricordo, dalla pietra al cuore. E il cuore, quando ricorda, è più forte del marmo, perché il marmo si rompe, ma il cuore, quando ama, resta, e chi resta, anche da morto, vive, perché la memoria, come una radice, tiene l'albero in piedi, anche quando il vento soffia, e l'albero, con le radici, non cade mai, perché le radici, anche invisibili, sono la forza, e la memoria, anche silenziosa, è la vita dei morti, che vivono, finché c'è chi ricorda, perché il ricordo, come il sole, sorge anche dopo la notte più lunga, e chi ricorda, anche nel buio, fa luce.

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Quiz della storia

Mettiti alla prova e scopri cosa hai imparato!

1. Secondo il poeta Ugo, a cosa servono le tombe?

2. Cosa intende Ugo quando dice che i morti sono le 'radici'?

3. Secondo la storia, come può vivere per sempre una persona speciale?

4. Qual è il messaggio finale della storia sul ricordo?