C'era una volta, in Sicilia, un uomo di nome Gesualdo. Era un mastro muratore, un costruttore. Lavorava duro, risparmiava, comprava terre. Voleva diventare ricco, nobile, importante. «Il denaro» diceva, «è tutto. Con il denaro, si compra la terra, il rispetto, la nobiltà.» Gesualdo lavorò tutta la vita. Comprò terre, case, poderi. Divenne ricco, potentissimo. Ma non era felice. La moglie, Bianca, era nobile, ma non lo amava. Lo aveva sposato per i soldi. «Tu» gli disse, «sei un mastro, non un nobile. Il denaro non fa la nobiltà.» Gesualdo, ferito, lavorò ancora più duro. Voleva dimostrare che il denaro era tutto. Ma la figlia, Isabella, si innamorò di un nobile povero. Gesualdo si oppose: «Non sposare un povero! Il denaro è tutto!» Ma Isabella lo sposò lo stesso, per amore. Gli anni passarono. Gesualdo era vecchio, ricco, solo. La moglie era morta, la figlia lontana, i parenti lo circondavano solo per i soldi. «Ho lavorato tutta la vita» disse. «Per cosa? Per il denaro. Ma il denaro non mi ha dato amore, non mi ha dato pace, non mi ha dato famiglia.» Un giorno, malato, Gesualdo guardò le sue terre. «Tutte mie» disse. «Ma a cosa servono? Non posso portarle con me. Non mi hanno dato felicità.» I parenti, che aspettavano l'eredità, lo circondavano. «Zio» dicevano, «come stai? Ti serve qualcosa?» Ma non lo amavano: amavano i suoi soldi. Gesualdo lo sapeva. «Voi» disse, «non mi amate. Amate il mio oro. Ma l'oro, quando sarò morto, sarà vostro. E voi, con l'oro, sarete ricchi. Ma non sarete felici, perché l'oro non dà felicità.» Gesualdo morì solo, circondato dai parenti che aspettavano l'eredità. «Ho speso la vita ad accumulare» disse. «E ora, lascio tutto. Ma non lascio amore, perché non ne ho dato. Chi non dà amore, non riceve amore. E chi non riceve amore, muore solo.» Mastro-don Gesualdo insegnó che il denaro, da solo, non dà felicità. Verga, con la sua storia, aveva mostrato che Gesualdo, che aveva lavorato tutta la vita per il denaro, aveva perso tutto: l'amore, la famiglia, la pace. E il denaro, che sembrava tutto, era nulla. Perché la vera ricchezza non è l'oro, ma l'amore. E chi accumula oro, perde cuore. E chi perde cuore, perde tutto, anche l'oro, perché l'oro, senza amore, è morto, e Gesualdo, che era morto dentro, aveva accumulato oro morto, e morendo, lasciò oro, ma non lasciò vita, perché la vita non si accumula, si dona, e chi la dona, la tiene; chi la accumula, la perde, perché la vita, come l'acqua, scorre, e chi la ferma, la fa marcire, e Gesualdo, che aveva fermato la vita nell'oro, l'aveva fatta marcire, e il marcio, anche d'oro, puzza, e puzza di solitudine, di rimpianto, di vita sprecata.

