C'era una volta, in Asia, un pastore che vagava con il suo gregge. Non aveva casa, non aveva meta. Camminava, mangiava, dormiva, camminava. La sua vita era semplice, ma il suo cuore era grande. Una notte, il pastore guardò le stelle. «Quante stelle!» disse. «E quanta terra! E quanto cielo! E io, chi sono? Un piccolo pastore, in un grande mondo.» Il pastore parlò alla luna. «Luna» disse, «tu sei sempre lì. Mi guardi, mi accompagni, mi illumini. Ma non mi parli. Perché?» La luna, che non poteva rispondere, sembrava ascoltare. «Forse» disse il pastore, «non parli perché non hai nulla da dire. O forse, parli, ma io non sento. O forse, il tuo silenzio è la risposta: il mondo è grande, e io sono piccolo, e chi è piccolo, non capisce il grande.» Il pastore guardò il gregge. «Voi» disse, «siete come me: piccoli, semplici, vaganti. Non chiedete perché, non cercate senso. Vivete. E forse, vivere senza chiedere è la saggezza. Ma io, che chiedo, sono forse folle. O forse, sono umano: l'unico che chiede, l'unico che cerca, l'unico che non si accontenta.» Il pastore guardò l'orizzonte. «La mia vita» disse, «è uguale ogni giorno. Pascolo, mangio, dormo. Ma ogni giorno, il cielo è diverso, le stelle sono diverse, la luna è diversa. E io, anche se uguale, sono diverso: perché vedo, penso, sento. E chi vede, anche se piccolo, è grande.» Un giorno, il pastore si fermò. Guardò il gregge, la luna, le stelle. «Forse» disse, «la vita non ha senso. O forse, il senso è questo: vivere. Non capire, non risolvere, non trovare. Ma vivere, con gli occhi aperti, il cuore aperto, la mente aperta. E chi vive, anche senza capire, ha vissuto.» Il pastore riprese il cammino. La luna lo seguiva, le stelle lo guardavano, il gregge lo accompagnava. «La vita» disse, «è un viaggio. Non ha meta, non ha senso, non ha fine. Ma è un viaggio. E chi viaggia, anche senza meta, è vivo.» Il canto notturno insegnó che la vita, anche senza risposte, è domande. Leopardi, con il suo pastore, aveva mostrato che l'uomo, anche piccolo, è grande perché chiede. E chi chiede, anche senza risposta, è vivo. E la luna, che non risponde, è il simbolo del mistero: c'è, ma non spiega. E il pastore, che chiede, è il simbolo dell'uomo: cerca, anche se non trova. E la vita, come il viaggio del pastore, è movimento: senza meta, senza senso, ma con gli occhi aperti. E chi ha gli occhi aperti, anche se non capisce, vede. E chi vede, anche se piccolo, è parte del grande, perché il grande, senza chi vede, è cieco, e chi vede, anche se piccolo, dà occhi al grande, e il grande, con gli occhi del piccolo, si vede, e chi si vede, anche se non si capisce, esiste, e esistere, anche senza capire, è la vita, e la vita, anche senza senso, è il senso, perché il senso non è capire, ma vivere, e chi vive, anche pastore, anche solo, anche piccolo, è il senso del grande.

