C'era una volta, in una fattoria, una cavallina nera di nome Storna. Era forte, veloce, bella. Il suo padrone, un ragazzo, la amava. La cavalcava, la curava, le parlava. Un giorno, il ragazzo morì. Fu un incidente, improvviso, crudele. La fattoria fu nel lutto. La madre piangeva, il padre taceva, i fratelli erano smarriti. Ma Storna, la cavallina, non piangeva. Non poteva piangere, perché era un animale. Ma soffriva. Non mangiava, non correva, non viveva. Stava ferma, nel campo, guardando la casa del ragazzo. La madre, che vedeva la cavallina, disse: «Anche lei soffre. Anche lei ha perso il suo ragazzo.» E provò pena per la cavallina. «Tu» disse, «sei come me: hai perso chi amavi. E soffri, come me.» Storna, che non poteva rispondere, sembrava capire. Avvicinò il muso alla madre, come per consolarla. La madre la accarezzò. «Grazie» disse. «Tu, anche se non parli, capisci. E chi capisce, anche se animale, è famiglia.» Un giorno, la madre andò nel campo di Storna. La cavallina la guardò. La madre le parlò: «Storna» disse, «il ragazzo è morto. Ma non è andato via del tutto. È qui, in noi, nel ricordo. E tu, che lo amavi, lo ricordi. E chi ricorda, non perde.» Storna, che non poteva capire le parole, sentì il tono. La voce della madre era dolce, triste, ma anche calda. La cavallina nitrì, piano, come per dire: «Lo so. Lo sento. Anche io ricordo.» La cavallina storna, piano piano, riprese a mangiare, a camminare, a vivere. Non dimenticò il ragazzo, ma accettò la perdita. E la madre, che vedeva la cavallina, prese forza. «Se lei, un animale, accetta» disse, «posso accettare anch'io.» La cavallina storna insegnó che anche gli animali soffrono e amano. Pascoli, con questa poesia, aveva mostrato che il dolore, anche di un animale, è vero. E la madre, che aveva trovato conforto nella cavallina, aveva capito che l'amore, anche tra specie diverse, unisce. Perché il dolore, quando è condiviso, è più leggero. E la cavallina, che aveva perso il ragazzo, aveva trovato la madre. E la madre, che aveva perso il figlio, aveva trovato la cavallina. E insieme, avevano trovato la forza. Perché la vita, anche quando perde, non perde tutto: perde il corpo, ma non l'amore. E l'amore, anche tra una madre e una cavallina, è più forte della morte. E chi ama, anche un animale, è famiglia. E la famiglia, anche con un animale, è più forte del lutto, perché l'amore, come la cavallina storna, non parla, ma sente, e chi sente, anche se non parla, è vivo, e chi è vivo, anche se soffre, ama ancora, e chi ama ancora, non ha perso, perché l'amore, anche nel dolore, è la vita, e la vita, anche nella morte, resta, se c'è chi ama.

