C'era una volta, il giorno di San Martino, l'11 novembre. L'estate era finita, l'autunno era arrivato. Il mare, che d'estate era azzurro e caldo, ora era grigio e freddo. La nebbia copriva le colline. Un vecchio, seduto sulla porta, guardava. «San Martino» disse. «L'estate se n'è andata. Ma non è triste. L'autunno ha la sua bellezza: la nebbia, le foglie, il silenzio.» I bambini, che giocavano, non badavano all'autunno. Correvano, gridavano, ridevano. «Perché giocano?» chiese il vecchio. «Perché non sentono il passare del tempo?» Un ragazzo, che passava, si fermò. «Nonno» disse, «cosa guardi?» «L'autunno» disse il vecchio. «La nebbia, il mare, le foglie. L'autunno è bello, anche se triste.» Il ragazzo guardò. Vide la nebbia, il mare grigio, le foglie cadute. «Sì» disse. «È bello. Ma è triste.» Il vecchio sorrise. «La tristezza» disse, «non è brutta. La tristezza, quando è guardata, è bellezza. E chi guarda, anche la tristezza, trova la pace.» La sera, il vecchio accese il fuoco. La casa, calda, accogliente, contrastava con il freddo fuori. «San Martino» disse, «è l'inizio del freddo. Ma anche il freddo ha il suo caldo: il fuoco, la casa, la famiglia.» Il ragazzo, che era rimasto, guardò il fuoco. «Nonno» disse, «l'estate era meglio?» Il vecchio scosse la testa. «No. Ogni stagione ha il suo bello. L'estate ha il sole, l'autunno la nebbia, l'inverno la neve, la primavera i fiori. E chi le guarda tutte, è ricco. Chi ne guarda una sola, è povero.» Il ragazzo capì. Guardò l'autunno, la nebbia, il mare grigio. E vide la bellezza. «Hai ragione» disse. «L'autunno è bello. Non come l'estate, ma a modo suo. E ogni bellezza, anche diversa, è bellezza.» San Martino insegnó che ogni stagione ha la sua bellezza. Carducci, con la sua poesia, aveva mostrato che l'autunno, anche se triste, è bello. E chi, come il vecchio, sa guardare, trova la pace in ogni stagione. Perché la vita, come l'anno, ha le sue stagioni: gioia e dolore, caldo e freddo, luce e nebbia. E chi le accetta tutte, è saggio. E chi ne vuole una sola, soffre. E San Martino, con la sua nebbia, è il simbolo del cambiamento: non brutto, non bello, ma vero. E chi accetta il vero, anche se nebbioso, è libero, perché la libertà non è scegliere la stagione, ma accettarla, e chi accetta, anche la nebbia, vede, perché la nebbia, anche se oscura, ha il suo bello, e chi lo trova, anche se freddo, è caldo, perché il caldo non è del sole, ma del cuore, e il cuore, quando accetta, è caldo sempre, anche a San Martino, anche nella nebbia, anche nell'autunno della vita.

