C'era una volta, a Milano, un giovane aristocratico che viveva la sua giornata. La mattina si svegliava tardi, il valletto gli portava il caffè, il parrucchiere lo pettinava. La vita, per lui, era elegante, vuota, noiosa. Il giorno iniziava con la toeletta: specchi, parrucche, profumi. «La bellezza» diceva il giovane, «è tutto. Chi è bello, è ammirato. Chi è ammirato, è felice.» Poi, il caffè. Non per il gusto, ma per l'abitudine. «Il caffè» diceva, «mi sveglia. Ma cosa faccio, da sveglio? Nulla. La noia, anche da sveglio, è la mia vita.» Dopo la toeletta, il giovane usciva. Passava il mattino in visita: salotti, amici, cortigiani. Tutti parlavano, nessuno diceva. «La conversazione» disse il giovane, «è vuota. Si parla per parlare, non per dire. E chi parla senza dire, spreca il fiato.» Il pranzo era lungo, elegante, noioso. Molte portate, poco gusto. «Il cibo» disse il giovane, «è bello, ma non nutre. Come la vita: bella fuori, vuota dentro.» Il pomeriggio: più visite, più salotti, più noia. Il giovane, che era intelligente, capiva: la sua vita, anche elegante, era vuota. «La nobiltà» disse, «mi dà tutto: vestiti, cibi, salotti. Ma non mi dà senso. E senza senso, anche con tutto, non ho nulla.» La sera, il giovane andava a teatro. Ma anche il teatro era noia: commedie vuote, attori finti, pubblico distratto. «Tutto» disse il giovane, «è apparenza. La vita, anche elegante, è maschera. E chi vive di maschere, non vive.» La notte, il giovane andava a letto. «Un altro giorno» disse. «Uguale agli altri. La noia, anche se elegante, è noia. E la noia, anche con il lusso, è morte.» Il giorno del aristocratico insegnó che la vita, anche quando è elegante, può essere vuota. Parini, con la sua satira, aveva mostrato che la nobiltà, anche quando ha tutto, non ha senso. E il giovane, che viveva la noia, era il simbolo di chi ha tutto ma non ha nulla. E chi ha tutto senza senso, è povero. E chi ha poco con senso, è ricco. E la giornata, con la sua eleganza vuota, è il simbolo della vita senza scopo. E chi vive senza scopo, anche se elegante, è morto. E chi vive con scopo, anche se semplice, è vivo. E la vera nobiltà non è di sangue, ma di spirito. E chi ha spirito, anche se plebeo, è nobile. E chi non ha spirito, anche se nobile, è plebeo. E la vita, come il giorno, ha bisogno di senso, non di lusso, perché il lusso, anche bello, è vuoto, e il senso, anche semplice, è pieno, e chi è pieno, anche senza lusso, è ricco, sempre, perché la ricchezza non è avere, ma essere, e chi è, anche con poco, è tutto.

